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No alla privatizzazione dell’acqua. |
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domenica 08 novembre 2009 |
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06.11.2009 - No alla privatizzazione dell’acqua. Il governo ritiri le norme che consegnano al mercato questo bene comune dell’umanità
Dichiarazione di Paolo Beni, presidente nazionale Arci
Con l'approvazione al Senato dell'articolo 15 del Decreto Ronchi, l'acqua potabile acquista lo status di "bene di rilevanza economica", la cui gestione, come quella di altri servizi pubblici locali, va affidata ai privati, cioè al mercato.
Non più bene pubblico, dunque, in quanto diritto essenziale per la vita (come stabilisce la Dichiarazione Universale dei diritti umani), ma merce al pari di altre, da consegnare agli interessi delle grandi multinazionali e di società a capitale prevalentemente privato, sottraendone la gestione alla sovranità delle Regioni e dei Comuni.
Contro questa scelta è necessario mobilitarsi subito, evitando che la norma venga approvata anche alla Camera dove il decreto approderà nei prossimi giorni. Il Forum italiano dei movimenti per l'acqua, a cui aderiscono decine di organizzazioni nazionali (tra cui l'Arci) e più di mille comitati territoriali, ha già promosso azioni di denuncia e lanciato una manifestazione davanti a Montecitorio per il 18 novembre.
Ma non sono soltanto le associazioni e i cittadini a protestare: decine di comuni - oltre alla Regione Puglia - stanno assumendo iniziative che impediscono la privatizzazione dei servizi idrici dei loro territori, rivendicando la propria competenza a decidere su questa materia e sollevando un conflitto di competenze col governo centrale.
D'altra parte, in tutta Europa paesi che avevano proceduto alla privatizzazione stanno tornando sui loro passi, alla luce del bilancio negativo che una simile scelta ha comportato in termini di efficienza e di lievitazione dei costi per gli utenti, proprio come nei comuni italiani dove l'acqua è già in mano ai privati.
Da due anni giace in Parlamento una proposta di legge di iniziativa popolare per la ripubblicizzazione delle reti idriche e della loro gestione, che ha raccolto più di 400.000 firme grazie a una capillare campagna di sensibilizzazione.
Si ritiri l'articolo 15 del decreto e si riparta da quella proposta. |
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Ato: le richieste della petizione dell'Associazione consumatori |
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Abbattimento dell’Iva del 10%, riduzione dell’aliquota provinciale dal 5% al 1%, trasformazione delle discariche da private in pubbliche, abbattimento del 50% della quota che la Regione incassa per ogni quintale sul costo dei rifiuti in discarica, diversa composizione dell’azionariato dei Comuni basato non sulla popolazione ma sulla partecipazione dell’Ente onde evitare che siano....continua |
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LA MAFIA UCCIDE IL SILENZIO PURE |
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"Chi tace e chi piega la testa muore ogni volta che lo fa, chi parla e chi cammina a testa alta muore una volta sola". Giovanni Falcone.Giovanni Falcone è stato uno dei più grandi magistrati italiani, tra i padri della lotta alla mafia, è considerato un eroe italiano. Fu ucciso il 23 maggio del 1992 da una carica di cinque quintali di tritolo posizionata in un tunnel scavato sotto la sede stradale nei pressi dello svincolo di Capaci-Isola delle Femmine, a Palermo, azionata per telecomando da Giovanni Brusca, il sicario incaricato da Totò Riina. Insieme a Falcone morirono la moglie Francesca Morvillo e gli agenti della scorta: Antonio Montanaro, Vito Schifani e Rocco Di Cillo
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Forum Sociale Antimafia Felicia e Peppino Impastato a Cinisi |
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Pubblichiamo il comunicato stampa dell’Associazione Culturale Peppino Impastato. Anche quest’anno, in occasione del trentunesimo anniversario della morte di Peppino Impastato, vogliamo rinfrescare la memoria ad un paese come l’Italia che troppo spesso tende ad ignorare e a dimenticare. Ricorderemo Peppino con la sua ribellione contro l’oppressione mafiosa, partendo dalla sua stessa famiglia, e la madre Felicia, con la sua determinazione che l’ha spinta a non mollare mai nell’impegno in difesa della verità. Come sempre, però, il ricordo non sarà l’unica prerogativa del forum, ma il fine sarà quello di creare un’occasione in cui si possa far circolare liberamente le informazioni riguardo le reali condizioni politiche, sociali ed economiche del nostro paese e costruire collettivamente percorsi alternativi per la partecipazione democratica e la sua crescita civile. Peppino resta per noi, e non solo, il punto di partenza, per la sua lucida analisi del fenomeno mafioso e le strategie innovative che ha sperimentato nel fronteggiarlo, che sono ancora attuali. La tre giorni che avrà luogo a Cinisi dall’8 al 10 maggio 2009 affronterà tematiche quanto mai urgenti, come le speculazioni mafiose che mettono in pericolo gli equilibri ambientali, favorite da politiche di governo compiacenti come il ritorno all’energia nucleare e la costruzione del ponte sullo Stretto; i nuovi equilibri tra il sistema politico ed economico e il potere mafioso; la sempre più pericolosa deriva fascista delle istituzioni nazionali e locali che comporta la limitazione delle libertà e dei diritti, arrivando a ledere quelli fondamentali come il diritto allo sciopero, al lavoro sicuro, alla libertà di espressione, all’uguaglianza. Non mancherà la musica con il suo importante ruolo di aggregazione e di comunicazione, con il progetto che unirà virtualmente Casa Cervi a Casa Memoria Impastato con l’esibizione dei Modena City Ramblers, per unire la resistenza civile antifascista a quella antimafia. Persistono per noi, purtroppo, le difficoltà economiche che ci costringono a fare di nuovo appello agli amici, ai compagni, a tutti coloro che si riconoscono negli ideali di Peppino, che sono anche i nostri, e che vogliano manifestare la loro vicinanza con un contributo, anche minimo, per coprire le spese di organizzazione del forum. Certamente sarà difficile raggiungere il livello di partecipazione dello scorso anno, in occasione del trentennale. In quella circostanza abbiamo potuto usufruire di un contributo di 35.000 euro del Ministero della Pubblica Istruzione, che ci ha consentito di far fronte alle spese di organizzazione. Quest’anno il contributo non è stato, sino a questo momento, rinnovato e molto probabilmente non lo sarà più. Per questo, come al solito, siamo senza una lira. Pur rendendoci conto che, in questo momento esistono altre priorità, come quella in Abruzzo, chiediamo un contributo economico anche minimo per ricordare Peppino e per potere ancora andare avanti nella lotta per una Sicilia libera dalla mafia. Chi vuole partecipare può fare riferimento al conto corrente postale 26951889 intestato all’ Associazione Culturale Peppino Impastato - Casa Memoria, Corso Umberto I, 220 - 90045 Cinisi. IBAN IT24 K076 0104 6000 0002 6951 889 - CIN K - ABI 07601 |
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Il 1° Maggio |
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Origini del Primo maggio Il 1° maggio nasce il 20 luglio 1889, a Parigi. A lanciare l'idea è il congresso della Seconda Internazionale, riunito in quei giorni nella capitale francese : "Una grande manifestazione sarà organizzata per una data stabilita, in modo che simultaneamente in tutti i paesi e in tutte le città, nello stesso giorno, i lavoratori chiederanno alle pubbliche autorità di ridurre per legge la giornata lavorativa a otto ore e di mandare ad effetto le altre risoluzioni del Congresso di Parigi". ...Continua
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Portella della Ginestra: la prima strage di stato |
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PER NON TORNARE INDIETRO |
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Sono passati più di sessant’anni dalla liberazione dell’Italia del nazifascismo. Molte generazioni hanno conosciuto la Resistenza solo attraverso il filtro dei libri di storia o le immagini dei film. Per i più giovani, costretti a vivere in un mondo in cui il futuro è sempre più incerto e la memoria del passato non rappresenta più un valore da custodire, è diventato difficile avvicinarsi a quella epopea collettiva per ritrovarvi le radici e l’identità del nostro paese.
Questo 25 aprile cade in un momento particolarmente difficile, non solo per la grave crisi economica e sociale, ma anche per i continui attacchi cui è sottoposto il nostro ordinamento democratico e costituzionale.
Forse mai come oggi è necessario tornare alle ragioni che animarono la lotta di Liberazione per ritrovare le basi morali delle tante resistenze che ci devono vedere impegnati: occorre resistere alle guerre, alla violenza, alla povertà, alle ingiustizie, al disastro ambientale, al razzismo, all’imbarbarimento culturale, all’arroganza del potere, al revisionismo che cerca di tradursi in norma, parificando oppressi ed oppressori.
Di fronte ai tentativi di snaturare la nostra democrazia in senso autoritario, va difesa con forza la Costituzione che ha caratterizzato l’identità della nostra Repubblica, sancendo che tutti i cittadini nascono liberi ed uguali, portatori di diritti sociali, civili e politici che sono universali.
La storia ci ha insegnato che la democrazia non è data una volta per tutte, va curata ed alimentata continuamente, anche facendo della memoria collettiva e della conoscenza critica un bene comune da mettere al servizio della crescita umana e civile di tutte e tutti.
Per questo il 25 aprile ha sempre avuto per l’Arci un particolare valore simbolico e morale e anche quest’anno verrà celebrato dalle nostre strutture territoriali con centinaia di iniziative in tutta Italia. Per non tornare indietro, per costruire un paese migliore. |
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